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Edward Bernays è stato un esperto di comunicazione e pubblicitario austriaco-americano nato il 22 novembre 1891 a Vienna da una famiglia di origine ebraica. Nel 1912 si laureò in Agraria alla Cornell University e mosse i primi passi nel mondo dei mass media collaborando come giornalista per il periodico National Nurseyman e per il Medical Review of Reviews. Fu proprio in questo periodo che Bernays mise a segno uno dei primi colpi della sua carriera pubblicizzando la produzione di “Damaged Goods“, la versione americana di un’opera teatrale francese ritenuta particolarmente scandalosa da parte della critica. Per questa occasione, Bernays organizzò un importante raccolta fondi con il fine di rilanciare lo spettacolo negli Stati Uniti e coinvolse personaggi dello showbusiness come testimonial. Il risultato fu un successo e nel 1914 Damaged Goods apparse per la prima volta sul grande schermo. Per il pubblicitario austriaco, si trattò di un vero trampolino di lancio nel campo delle public relations come promoter di artisti famosi e di altri personaggi importanti. Tra questi, è possibile menzionare il Presidente degli Stati Uniti Thomas Woodrow Wilson, per il quale Bernays organizzò una campagna a favore dell’ingresso del paese nella Prima Guerra Mondiale. Aldilà dei successi ottenuti collaborando in questo settore, uno dei motivi per cui Bernays è ricordato ancora oggi come una personalità di spicco nel mondo della manipolazione mentale sono i risultati che ha ottenuto per le imprese con cui ha collaborato. Infatti, mostrando loro come manipolare l’opinione pubblica al fine di vendere prodotti in maggiori quantità e allargare la propria fetta di mercato, Bernays riuscì ad aumentare le loro vendite e il volume dei loro incassi. In questo ambito, uno degli esempi più famosi di tutta la sua carriera è quello legato alla campagna “Le fiaccole della Libertà“, con la quale portò a fumare il pubblico femmine che fino ad allora aveva sempre visto il consumo di tabacco come un tabù. Morì il 9 marzo 1995 a Cambridge, dopo una carriera stellare per cui fu lodato e identificato come il creatore delle Pubbliche Relazioni. In sessantanove anni (dal 1917 al 1986), Bernays ha scritto e pubblicato più di quindici libri. Tra questi – oltre ai primi testi ad aver tracciato le linee guida in materia di Pubbliche Relazioni – è possibile menzionare Propaganda, il suo scritto più importante.

Alla fine degli anni venti, qualche mese prima del Grande crollo di Wall Street, Edward L. Bernays, nipote di Freud, emigrato da un paio di decenni in America, scrive un manuale su come orientare l’opinione pubblica: Propaganda. Un testo crudo nella sua sincerità, che tocca non solo il modo di vendere prodotti che il mercato non è ancora pronto ad accettare, ma che considera la politica al pari di una merce qualsiasi, mostrando il modo di influenzare i risultati elettorali e quindi i meccanismi decisionali che stanno alla base della democrazia. A partire da questo saggio illuminante, Bernays farà una carriera di “spin doctor” straordinaria. Diventerà il dottore dell’età del consumo e lo stratega finissimo nel lanciare le mode. Sarà consulente ascoltatissimo delle strategie industriali della American Tobacco Company, della Dodge, della General Motors, dei grandi trust dell’energia. Ma anche dell’Associazione degli industriali americani che combatterono il New Deal di Roosevelt. E nel dopoguerra, in piena Guerra fredda, divenne il suggeritore del colpo di stato antisocialista in Guatemala, pur di difendere i minacciati interessi della United Fruit, attraverso una influente operazione di lobbying al Congresso americano. Inutile dire che il suo insegnamento e le sue riflessioni teoriche sono ancora di grande attualità, in una fase quale quella odierna segnata dalle nuove macchine di propaganda “sovraniste”. Un libro che non vende “prodotti” ma idee per farlo.
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